Il mio primo vero viaggio…

Mi chiamo A e da grande voglio fare la giornalista di viaggi. In effetti, non suona male. Suonerebbe anche plausibile se non avessi quasi trent’anni e il da grande non fosse già una realtà.

Ricominciamo. Mi chiamo A e lavoro come export manager nel settore della gioielleria. Ebbene sì, lavoro ogni giorno circondata da oro e argento, nel fantastico mondo dei beni di lusso; una favola, direte voi. Partecipo a fiere orafe, eventi e cene da mille e una notte negli Emirati Arabi, sempre vestita elegantissima e ingioiellata a dovere; ho imparato a conoscere tutte le caratteristiche tecniche e le varie lavorazioni di un gioiello, senza parlare dei privilegi per i miei acquisti. A dire il vero sì, è una favola.

Peccato che a volte i sogni e le vecchie aspirazioni nei cassetti ci stanno stretti e fanno di tutto per uscire, soprattutto quando finalmente ti puoi rilassare e dire a te stessa “ce l’hai fatta!”. E quindi eccomi qua, alla soglia dei trent’anni, una laurea, un paio d’anni vissuti all’estero, insoddisfatta della mia vita in ufficio, con un lavoro stabile e che mi fa pagare le scadenze senza alcun problema. Quasi non oso ammetterlo con nessuno, di questi tempi.

Mi è sempre piaciuto scrivere e viaggiare, ma la scrittura l’ho accantonata una volta finite le superiori: università e mondo del lavoro non andavano esattamente d’accordo con estri creativi, bisognava studiare, imparare e dimostrare. La passione dei viaggi invece, cerco di assecondarla come posso, a seconda delle ferie che l’ufficio concede (viaggiare ad agosto e dicembre, wow, prezzi alle stelle e folle di turisti ad ogni dove!); a volte una settimana all’estero, a volte un weekend in una città d’arte italiana, a volte anche solo una giornata alla scoperta di un nuovo percorso di trekking in zona: l’importante è andare. Almeno così, una settimana di 9 to 5 si riesce a trascinarla fino al venerdì.

Questa primavera, complice il risveglio della natura e le giornate che si allungano mentre io fisso lo schermo con occhi da triglia e sfoggio le migliori occhiaie in circolazione, l’insofferenza ha raggiunto livelli di guardia e ho deciso di provarci,  di farmi un regalo: una fuga di un weekend in Inghilterra per frequentare un corso di travel writing in inglese, che mi ha fatto ricordare quanto amassi scrivere e che mi ha reso la vita in ufficio ancora più grigia e insopportabile. Sicché, ho ripreso la penna in mano e ho scelto di darmi un’opportunità nel giornalismo di viaggio. Il mio primo, vero viaggio è proprio questo, la ricerca di qualcuno che abbia voglia di leggere gli articoli di un nessuno. Il materiale sta prendendo forma, i sogni anche.

 

To be continued…

Pubblicato da theunsettledonetravelwriter

Travel writer and nature lover. A girl with a 9 to 5 job and a passion for wandering around and getting lost. Working with gold while dreaming of sand.

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